13/11/2018 – Una filastrocca è una cara amica dei ragazzi e dei bambini, ma pure di nonni, insegnanti, operatori del sociale e dei settori dell’animazione. È un modello di composizione semplice e ideale per trasmettere a grandi e piccini sentimenti, valori e concetti, prima che ciò avvenga attraverso la scuola e i sussidi scolastici, la letteratura, la tv e il cinema.
Una filastrocca può dirsi un compagno di giochi, un amico da cui apprendere, con cui confrontarsi e scambiare le prime esperienze giocose e della vita.
Eppure il termine filastrocca sovente nel dizionario viene assegnato un significato negativo, svilente e mortificante. Non è difficile comprenderne ‘storicamente’ le ragioni, eppure nel processo evolutivo del linguaggio e delle sue accezioni sempre più si va spazio la necessità di ‘interloquire’ con determinate interpretazioni che pure hanno avuto una accezione etimologica, semantica, concettuale ‘medievale’.
Se la semantica dà significato alle parole, è in grado di descrivere l’evoluzione nel significato di una parola, l’etimo con rigore scientifico poggia su basi arbitrarie e giustapposizioni di forme o di significati, come in molti esempi medievali e popolari.
Oggi è necessario rivedere concetti e definizioni, anche alla base delle nuove tecnologie e dei nuovi linguaggi digitali. Tutto si evolve, pure la lingua italiana.
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