“Da componente della Commissione Servizi sociali e sanitari dell’Assemblea regionale siciliana - sottolinea De Luca - nel porgere tutta la mia vicinanza e solidarietà alla categoria degli infermieri, non posso esimermi da brevi considerazioni. Non comprendo come Sgarbi possa rappresentare la cultura e l'identità siciliana dato che, evidentemente, non conosce il rispetto che il nostro popolo riserva a chi quotidianamente, con sacrificio e difficoltà, lavora per garantire cure e sollievo a chi soffre. Sgarbi, forse, non sa che quella dell'infermiere è una professione intellettuale sempre più specializzata che opera al servizio di ognuno di noi e che merita tutela e rispetto".
"Oggi è toccato agli infermieri - spiega il deputato M5S - usati come infelice termine di paragone per cercare di qualificare negativamente un avversario politico. Quando il signor Sgarbi va in ospedale, mi chiedo, chi lo assiste? Un critico d'arte o un infermiere? Perché non accoglie l'invito del presidente della Regione Nello Musumeci e cioè lavorare e tacere, dato che da quando è stato nominato assessore in Sicilia ha suggerito il trasloco dei nostri beni culturali – nel caso della Venere di Morgantina – e fatto esternazioni poco gradevoli qua e là. Sgarbi, mai cognome fu più azzeccato, parli meno e lavori di più nell'interesse dei siciliani oppure se non ha voglia si dimetta e lasci il posto libero a chi ha veramente voglia di fare crescere la nostra terra. Musumeci - conclude Antonio De Luca - ne prenda atto”.
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