Roma, 07/09/2017 - Il deputato del Movimento 5 Stelle Alessio Villarosa comunica di aver inviato ieri una richiesta d’incontro ufficiale al Ministro dell’Interno, Marco Minniti per affrontare la grossa problematica legata alla discarica di Mazzarrà s.Andrea. Incontro nella quale parteciperanno anche tutti i sindaci interessati della particolare questione.
“Il 27 agosto avevamo preso l’impegno con i cittadini di provare a richiedere il prima possibile un incontro con il ministro dell’Interno e così la prima cosa che ho voluto fare non appena sono tornato alla Camera è stata quella di inoltrare questa richiesta ufficiale. I cittadini non possono più aspettare, la discarica è una bomba ecologica ed abbiamo bisogno di soluzioni ufficiali da parte del ministro compente. Non possiamo più sottovalutare il problema aspettando che finiscano i soldi per il percolato della regione o che si verifichi nuovamente un altro incendio!”.
Grazie alla documentazione fornita dall'Italia altri 25 siti escono dalla lista delle discariche abusive per le quali l'Italia è stata condannata a pagare, con sentenza di condanna della Corte di giustizia europea del 2 dicembre 2014, una penalità semestrale. Delle iniziali 200 discariche dichiarate non conformi alle direttive 77/442 e 91/696 in sede UE, sono oggi rimaste 77 discariche abusive ancora interessate dalla sentenza: dalla prima sanzione semestrale di 39 milioni e 800 mila euro, oggi l’Italia è chiamata a versare, per il quinto semestre successivo alla sentenza, 16 milioni di euro.
Lo precisa la Direzione generale Ambiente della Commissione europea, in una lettera indirizzata alle autorità italiane, in replica alla documentazione inviata dal nostro Paese nel giugno scorso con informazioni sullo stato di avanzamento della messa in regola di 33 siti, per otto dei quali resta dunque ancora in vigore la penalità. Come affermato dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti – “sono ancora troppe le discariche abusive in Italia e che non si può essere davvero contenti fin quando queste non si saranno azzerate”.
Le discariche per le quali non è più dovuta dallo Stato italiano alcuna penalità sono dunque 25: ben 14 riguardano la Regione Campania, quattro l'Abruzzo, tre il Lazio, una a testa la Sicilia, l'Umbria, il Veneto e la Toscana.
Si tratta in particolare dei siti di Cava Baino (Casamicciola Terme, NA), Battitelle (Cusano Mutri, BN), Fosso delle Nevi (Durazzano, BN), Toppo Pagliano (Montefalcone di Val Fortore, BN), Calvano (Apice, BN), contrada Bolla (Solopaca, BN), Capitorto (Casalduni, BN), contrada chiusa Barricelli (Santa Croce del Sannio, BN), Sassinora (Morcone, BN), Fruscio (Calvi, BN), Sella del Corticato (Teggiano, SA), Cavone Santo Stefano (Rotondi, AV), Formulano (Villamaina, AV), Petrito Colle Ducito (Gioia Sannitica, CE), Civitella (Torrebruna, CH), Fonticello (Colledimacine, CH), Fosso Quercia La Serra (Montebello sul Sangro, CH), Valle dei Dieci (Taranta Peligna CH), Valesani Le Cese (Patrica, FR), Monte Castellone (Monte San Giovanni Campano, FR), Punta delle Monache (Vignanello, VT) Penisola Magnisi (Priolo Gargallo, SR), Vignavecchia (Gualdo Tadino, PG), Area Sordòn (Venezia) e Le Porte (Isola del Giglio, GR).Complessivamente, restano 77 le discariche abusive sulle quali l'Italia proseguirà il confronto con gli organismi europei: 23 sono in Calabria, 14 in Abruzzo, 11 in Campania, 10 in Sicilia, sei nel Lazio, in Puglia e in Veneto, una nelle Marche.
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