CITTÀ METROPOLITANA DI MESSINA
DELIBERAZIONE DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO
CON I POTERI DEL CONSIGLIO METROPOLITANO
Deliberazione n. LZ del l14 2017
OGGETTO: Atto di Indirizzo per la valutazione ed il definitivo accertamento dei
presupposti di legge concernenti la dichiarazione di dissesto
finanziario.
L'anno duemiladiciassette il giorno \\JP(^1'0(\bif J del mese di (VC^ 0 S VO ore nella sede di Palazzo dei Leoni, il Commissario Straordinario ROMANO, con i poteri del Consiglio Metropolitano, con la partecipazione Generale fòuvì Aw. Anna Maria TRiPODO :
-J
PREMESSO che, con D.P. n. 503/GAB del 04/01/2016, i l Vice Prefetto, Dott. Filippo ROMANO,
è stato nominato Commissario Straordinario presso la Città Metropolitana di Messina;
CHE, con D.R n. 554/GAB del 31/05/2016, a seguito dell'entrata in vigore delle LL.RR. n. 5/2016
e n. 8/2016 è stata dichiarata, la cessazione del commissariamento della Città
Metropolitana di Messina, per quanto attiene ai compiti e alle funzioni esercitati dal Sindaco
metropolitano, prorogando la nomina del Commissario Straordinario Dott. Filippo ROMANO
limitatamente ai compiti ed alle funzioni assegnate al Consiglio Metropolitano, fino al 30/09/2016;
CHE, con D.R n. 581/GAB del 26/09/2016, tale termine è stato prorogato al 30/11/2016;
CHE, con D.P. n. 601/GAB del 18.11.2016, i l termine della nomina è stato ulteriormente prorogato,
fino al 26 febbraio 2017;
CHE, con D.R n. 517/GAB del 28.02.2017, a seguito dell'entrata in vigore della L.R. n. 2/2017, i termine massimo di durata del commissariamento straordinario conferito al dott. Filippo Romano prorogato
20jr . . .
Vista la L.R. 15 del 04.08.2015 e ss.mm.ii.;
Viste le LL.RR. n. 48/91 e n. 30/2000 che disciplinano l'O.R.EE.LL.;
Visto i l D.Lgs. n.267 del 18.08.2000 e ss.mmm.ii.;
Vista l'allegata proposta di deliberazione relativa all'oggetto;
Ritenuto di provvedere in merito;
APPROVARE la proposta di deliberazione indicata in premessa, allegata al presente atto, facendola
propria integralmente.
4 Commissario Straordinario, Dott. Filippo ROMANO, stante l'urgenza, dichiara la presente
deliberazione immediatamente esecutiva, ai sensi dell'art. 12 comma 2, della L.R. 44/91.
D E L I B E RA
Messina 14 m . 2017
CITTÀ METROPOLITANA DI MESSINA
Deliberazione del Commissario Straordinario, con i poteri del
CONSIGLIO METROPOLITANO
Su proposta del Commissario Straordinario
OGGETTO: Atto di Indirizzo per la valutazione ed il definitivo accertamento dei
presupposti dì legge concernenti la dichiarazione di dissesto
finanziario.
PREMESSO CHE
1) la legge 7 aprile 2014, n. 56 (ed. "Legge Del Rio"), ha disciplinato in ambito nazionale
l'organizzazione e i l ruolo delle ex province introducendo la nuova denominazione di enti
territoriali di area vasta, ed assegnando alle province funzioni fondamentali quali: la pianificazione
territoriale, la tutela e valorizzazione dell'ambiente, la pianificazione dei trasporti, la
costruzione e gestione strade provinciali, la gestione dell'edilizia scolastica e la programmazione
provinciale della rete scolastica, l'assistenza tecnico amministrativa agli enti locali;
tale riforma è stata adottata con i l dichiarato scopo di anticipare i contenufi della prefigurata
riforma costituzionale che avrebbe abolito gli enti intermedi fra comuni e regioni, con
l'eccezione delle città metropolitane;
2) come noto, la riforma costituzionale non è stata approvata dal corpo elettorale nell'apposito
tenutosi nel dicembre del 2006, e pertanto le province sono rimaste incardinate
nella struttura costituzionale della Repubblica; l'avere la legge 56/2014 modificato la
struttura degli enti intermedi in previsione di una riforma organica costituzionale mai giunta
a compimento, ha determinato una condizione d'incertezza sia nella prospettiva del superamento
del provvisorio riassetto dei livelli di governo locale, sia nella regolamentazione degli
assetti istituzionali e degli aspetti finanziari interessati dalla riforma;
3) nell'ambito della Regione Siciliana, la quale gode di piena autonomia legislativa in materia
di ordinamento degli enti locali, i l processo di riordino istituzionale degli enti di area vasta
ha trovato compiuta disciplina con la legge regionale 4 agosto 2015, n. 15, recante "disposizioni
in materia di liberi Consorzi comunali e Città metropolitane"; nell'esercizio della potestà
legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali prevista dall'art. 14, comma
1, lett. "o", dello Statuto regionale, l'Assemblea regionale siciliana ha portato a termine
già avviato in precedenza con le leggi 27 marzo 2013, n. 7, recante "norme transitorie
per l'istituzione dei liberi Consorzi comunali", e 24 marzo 2014, n. 8. In luogo delle soppresse
Province regionali di cui alla legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, sono stati istituiti sei l i Consorzi comunali (Agrigento, Caltanissetta, Erma, Ragusa, Siracusa e Trapani), nonché
tre Città metropolitane (Palermo, Catania e Messina). 1 predetti enti intermedi, previsti
dall'art. 15 dello Statuto, sono qualificati (art. 1 c.3) come
4) per quanto concerne le funzioni da garantire a regime, la legge regionale n. 15/2015 intesta
ai nove enti di area vasta siciliani le funzioni delle ex Province regionali e, in particolare,
quelle previste dall'art. 13 della 1. r. n. 9/1986 (servizi sociali e culturali, sviluppo economico,
organizzazione del territorio e tutela dell'ambiente), cui aggiunge ulteriori funzioni proprie
previste, per i liberi Consorzi, dall'art. 27 della l.r. n. 15/2015 e, per le Città metropolitane,
dall'art. 28;
5) nell'attuale, perdurante, fase transitoria avviata nel 2013, i nove enti di area vasta continuano
ad operare con gli statuti, i regolamenti, le risorse umane, strumentali e finanziarie
delle ex Province regionali, esercitando ancora le funzioni precedentemente svolte, all'atto
di entrata in vigore della 1. r. n. 15/2015; l'art. 27, comma 4, della legge regionale n. 15/2015
prevede che, ai fini dell'individuazione delle risorse necessarie per i l finanziamento delle
funzioni "proprie" dei liberi Consorzi comunali ivi attribuite, i l Presidente della Regione,
previa delibera di Giunta e sentite le Commissioni Affari istituzionali e Bilancio dell'Assemblea
regionale siciliana, emani uno o più decreti, sulla base di un'intesa con i competenti dello Stato in ordine alla definizione dei reciproci rapporti, allo scopo di assicurare svolgimento dei compiti istituzionali dei liberi Consorzi comunali; i l successivo comma dispone che, nelle more dell'adozione di tali decreti, "/ liberi Consorzi comunali continuano
ad esercitare le funzioni attribuite alle ex province regionali
6) il sistema di finanziamento per le ex Province, per come delineato dal decreto legislativo
6 maggio 2011, n. 68 è basato sulla imposta RC auto, imposta provinciale di trascrizione,
compartecipazione al gettito IRPEF, compartecipazione alla tassa automobilistica regionale,
Fondo sperimentale di riequilibrio, ulteriori tributi provinciali previsti dalla legislazione v tale sistema di finanziamento risulta fortemente condizionato dalla progressiva riduzione
dei trasferimenti statali operata per effetto delle manovre di finanza pubblica, a partire
da quella prevista dall'art. 14, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, nonché diversi provvedimenti aventi ad oggetto i l Fondo sperimentale di riequilibrio provinciale;
tale Fondo, istituito in via provvisoria dall'art. 21 del d.lgs. n. 68/2011, nelle more dell'atfivazione
di quello perequativo previsto dal successivo art. 23, mira a realizzare, a decorrere
dal 2012, una devoluzione progressiva e territorialmente equilibrata del nuovo sistema di locale incentrato sull'autonomia di entrata; esso è alimentato dal gettito della compartecipazione
provinciale all'Irpef, la cui aliquota è determinata in misura tale da compensare
la soppressione - a decorrere dal 2012 - dei trasferimenti erariali e dell'addizionale provin-
. ciale all'accisa sull'energia elettrica; la sua consistenza ha subito una progressiva erosione
per via di alcuni interventi normativi, tra cui:
a) l'art. 28, comma 8, del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201, che ha previsto, a carico
delle Province, una riduzione, per l'anno 2012 e per quelli successivi, del Fondo
sperimentale di riequilibrio, ovvero, laddove istituito, di quello perequativo, nella
misura di 415 milioni di euro;
b) l'art. 16, comma 7, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95, che ha disposto un'ulteriore
riduzione del Fondo di 500 milioni di euro per l'anno 2012, di 1.000 milioni per
ciascuno degli anni 2013 e 2014 e di 1.050 milioni a decorrere dall'anno 2015;
c) l'art. 1, comma 121, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, che ha rimodulato i predetti
tagli in misura pari a 1.200 milioni di euro, per ciascuno degli anni 2013 e 2014,
ed a 1.250 milioni di euro a decorrere dal 2015;
7) la legge finanziaria per il 2015 (L. 23 dicembre 2014, n. 190), ha previsto, in una con il
riassorbimento da parte delle Regioni delle funzioni conferite alle province a seguito della
Riforma Bassanini negli anni 1997/2001, i l ritrasferimento alle stesse o ad altri enti pubblici
del 50% del personale provinciale e del 30% del personale delle città metropolitane, con correlato
ma non subordinato obbligo di contribuzione all'erario statale per una somma
complessiva di un miliardo di euro (8,5 min di euro per la Città metropolitana di Messina),
per l'anno 2015 di due miliardi di euro (17 min di euro per la Città metropolitana
di Messina) per l'anno 2016 e di tre miliardi di euro (25 min di euro per la Città metropolitana
di Messina) per l'anno 2017 e successivi a regime; la riduzione di personale
disposta dalla legge n. 190/2014 non si applica agli enti intermedi della Regione Siciliana virtù della potestà legislativa esclusiva in materia di ordinamento degli enti locali prevista dall'art. 14, comma 1, lett. '"o", dello Statuto regionale; si applica, invece, i l correlato obbligo di contribuzione all'erario statale poiché trattasi di norma di coordinamento della finanza
pubblica; le conseguenze di ciò per la stabilità dei bilanci degli enti siciliani di area vasta
sono, chiaramente, gravemente lesive, e - per la ex provincia di Messina - comportano a un sostanziale "taglio" di 25 milioni di euro su un bilancio di 62 milioni con spesa personale che al 2014 ammontava a 38 milioni di euro e che questa gestione commissariale
con molta fatica è riuscita a ridurre a 30 milioni di euro (non potendo applicare le norme sulla
fuoriuscita dei dipendenti di cui alla legge finanziaria per i l 2015); la stessa Corte dei conti
ha evidenziato che i l meccanismo di operatività del contributo forzoso e la sua evoluzione
hanno presentato un impatto sempre più rilevante ai fini del rispetto del patto di stabilità 2015 e del saldo finale di competenza mista 2016; vi è in sostanza un di crescita del contributo alla finanza pubblica a carico delle ex province che, a livello nazionale, tra 2014 (riferito a una precedente norma di riduzione die trasferimenti erariali) e i l 2018, a legislazione
vigente, passa da 444 a 3.576 milioni di euro (+705%);
ancora più esponenziale sempre secondo i l Giudice contabile - risulta l'aumento di quello specificamente richiesto agli enti di area vasta della Regione siciliana, che passa, nello stesso periodo, da 21,8 295,7 milioni di euro (+1.256%) (fonte Corte Conti); cumulando gli effetti dell'art. 47, comma 2, del d.l. n. 66/2014 e dell'art. 1, comma 418, della 1. n. 190/2014, i l contributo assume
connotazioni sempre più impegnative a partire dal 2015 - in cui passa da 21,8 milioni
a 97,7 milioni - , ma soprattutto nel 2016, in cui ascende ulteriormente a 164,1 milioni di
euro, e nel 2017, in cui si attesta a circa 230 milioni di euro, ossia ad oltre dieci volte
l'ammontare del contributo richiesto nel 2014; la sezione Regionale della Corte dei Conti
Siciliana ha rilevato che 8) a fronte del progressivo assottigliamento delle risorse ordinariamente trasferite dallo
Stato, i trasferimenti regionali, soprattutto negli esercizi piiì recenti, hanno acquisito
un'importanza centrale ai fini del finanziamento dell'attività istituzionale e, da ultimo,
della continuità nell'erogazione dei servizi e del pagamento degli emolumenti del personale;
infatti mentre il sistema delle assegnazioni è stato interessato da un'importante riforma settore, che ha visto la definitiva soppressione del Fondo autonomie locali, in sua vece, l'art. 9 della legge regionale n. 9/2015 ha stanziato, per i l triennio 2015/2017, i l contributo di parte corrente per le ex Province regionali pari, complessivamente, a 19,15 milioni di euro annui,
ai quali si aggiunge, per il 2015 (art. 10), un ulteriore finanziamento di 30 milioni di
euro per interventi straordinari sulla viabilità secondaria, una parte dei quali (10 milioni euro) utilizzabili, secondo quanto disposto dal comma 1 per la copertura delle rate dei
mutui accesi per spese di investimento; l'avvenuta contabilizzazione, anche di questi import
i , tra le entrate correnti, avvalora le perplessità più volte evidenziate dalla Corte dei Conti
(delibera n. 131/20916 Gest), circa gli effetti distorsivi indotti da tali disposizioni derogatorie
del Tuel, in termini di ulteriore espansione della spesa corrente e del relativo grado di strutturale; infine, per l'anno 2016, l'art. 26 della legge regionale 17 marzo 2016, n. ha previsto la destinazione di 1,15 milioni di euro per i servizi socio-assistenziali essenziali;
9) il fondo per investimenti dei liberi Consorzi comunali è stato determinato in 9 milioni di
euro; i relativi criteri di riparto, determinati con delibera della Giunta regionale, ne prevedono,
anche in questo caso,
10) tale previsione normativa, per come ripetutamente rilevato dalla Corte dei Conti Sez. di
Controllo per la Regione Siciliana, costituisce una rilevante deroga rispetto alle previsioni
del TUEL, in quanto determina i l rischio di ulteriore espansione della spesa corrente e del
suo grado di rigidità, con conseguente compromissione, in chiave prospettica, degli equilibri
di bilancio (Sezione di controllo, indagine sulla finanza locale 2014-15, delibera n.
131/2016), e analoghe considerazioni sono estensibili ai successivi commi 4 e 5, i quali,
dopo aver disposto, sempre per l'esercizio 2016, la destinazione di 30 milioni di euro ai liberi
Consorzi comunali per la realizzazione di investimenti a valere sui fondi del Piano Azione e Coesione (PAC) 2014-2020 (Del. CIPE n. 10/2015), prevedono, la possibilità che tali finanziamenti - in conto capitale - possano essere destinati al pagamento delle
quote capitale delle rate di ammortamento dei mutui accesi per i l finanziamento di spese investimento, come detto ordinariamente finanziate con entrate correnti; tali risorse, tuttavia,
potranno essere rese disponibili nel bilancio regionale solo a seguito della approvazione ^diXiQ
11) per quanto concerne i trasferimenti correnti, l'Assessorato regionale delle autonomie locali della funzione pubblica ha riferito in dettaglio sulla destinazione dei fondi per i l finanziamento delle funzioni degli Enti di area vasta, pari, complessivamente a 28,15 milioni di euro, cui si è aggiunta l'assegnazione straordinaria di 23,9 milioni di euro in favore delle
Città metropolitane e dei liberi Consorzi comunali, finalizzata a sostenere le funzioni essenziali
e garantire i l pagamento degli emolumenti al personale degli enti.
12) l'art. 2, comma 1, della l.r. n. 8/2017, al fine di garantire i l funzionamento dei liberi Consorzi
comunali e delle Città metropolitane, ha autorizzato, in tale annualità, un contributo parte corrente pari a 91,05 milioni di euro. La consistenza dell'importo previsto nel 2017,
che si riduce sensibilmente nel biennio 2018-2019 (47 milioni di euro), è imputabile alla volontà
della Regione di sterilizzare l'onere del contributo alla finanza pubblica 2017 a carico
degli enfi di area vasta siciliani (circa 70 milioni di euro ex art. 1, comma 418, della 1.
190/2014), peraltro non beneficiari del contributo statale a valere sul fondo per i l finanziamento
di interventi in favore di enti territoriali, ex art. 1, comma 438, della 1. 232/2016 e relativo
DPCM del 10 marzo 2017;
13) le ex province regionali siciliane non concorrono, inoltre, al riparto delle risorse di cui
al d.l. 50/2017, art 20, commi 1 (110 min per le province per l'esercizio delle funzioni
fondamentali ex art.l 1. 56/2014) e comma 2 (100 min manutenzione straordinaria della
rete viaria di competenza provinciale), nonché alla distribuzione delle risorse previste
dall'art. 1 comma 754, della legge 208/2015 (220 min province e 250 min città metropolitane),
finalizzate al finanziamento delle spese connesse alle funzioni relative alla viabilità
e all'edilizia scolastica; in merito si deve rilevare che si è andata diffondendo nella
politica l'erronea convinzione che all'eventuale ripiano delle carenze finanziarie,
cagionate agli enti intermedi siciliani dalla Legge finanziaria per i l 2015 con noto "contributo" provinciale all'erario statale, debba provvedere la Regione stessa in virtù
di una autonomia finanziaria che tuttavia non è giovata a tutelare gli enti isolani dal contributo
medesimo, pur disposto da legge statale a carico di entrate provinciali proprie; mentre
pacificamente si è rispettata l'autonomia regionale in materia di ordinamento degli enti local
i nel non applicare alle ex province dell'Isola la fuoriuscita del 30%/50% del personale, con
i l conseguente risparmio di spesa; ne è conseguita una situazione ingestibile delle finanze
provinciali;
14) l'assegnazione delle risorse regionali, anche per quanto riguarda la Città Metropolitana Messina, come si evince dalla seguente tabella, evidenziano peraltro un crescente assegnazioni a copertura degli squilibri di parte corrente e per i l fmanziamento delle spese
per gli alunni disabili, a discapito dei trasferimenti regionali finalizzati a spesa d'investimento,
progressivamente azzerati; infatti l'andamento dei trasferimenti regionali e della loro
composizione evidenzia la progressiva predominanza delle assegnazioni correnti, con scomparsa, nel 2016, di assegnazioni per investimenti e quelle per copertura di quota capitale
mutui; nel 2017, la legislazione conferma questa tendenza prevedendo, addirittura la prioritaria
finalizzazione delle assegnazioni ai pagamenti stipendiali.
15) per quanto riguarda la Città Metropolitana di Messina, nonostante l'ampia rete viaria di pertinenza
(nella provincia peloritana, 2650 km di strade fra provinciali e agricole), le risorse
regionali sono state contabilizzate integralmente tra i trasferimenti correnti, senza impegnare
alcun importo per la quota obbligatoriamente destinata a manutenzione straordinaria della
viabilità; tale modalità di contabilizzazione - ad avviso della Corte dei Conti Sez. Sicilia -
può aver influenzato anche la corretta composizione del risultato di amministrazione, la cui
parte vincolata non contempla i contributi in conto capitale per la viabilità assegnati alla fine
dell'esercizio per effetto della progressiva contrazione dei trasferimenti erariali, i volumi di
spesa corrente hanno subito un significativo ridimensionamento, al punto da mettere a repentaglio,
la continuità nell'erogazione di alcuni servizi essenziali; oltre la manutenzione
della rete stradale provinciale e la gestione dell'edilizia scolastica, risultano aver risentito
delle contrazioni di spesa, principalmente, i servizi per i disabili e di supporto alle scuole di
secondo grado che hanno visto importanti riduzioni dei servizi;
16) al quadro fin qui delineato si aggiunge la crescente difficoltà di operare rappresentata
dall'impossibilità di coprire il tura over delle figure dirigenziali infungibili, poiché agli
enti di area vasta della Regione siciliana, ancora in regime transitorio, non si applica la d i che consente alle province delle regioni a statuto ordinario di derogare al divieto
di assunzioni a tempo indeterminato, di cui all'art.l, comma 420, lett. c), legge 190/2014,
per la copertura delle posizioni dirigenziali che richiedono professionalità tecniche e non
fungibili, in relazione allo svolgimento delle funzioni fondamentali previste dall'articolo 1,
commi 85 e 86, della legge 7 aprile 2014, n. 56;
17) a causa della situazione fin qui descritta, questa Città Metropolitana di Messina, in sede di
audizione davanti alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti ha dovuto recentemente
riferire dell'impossibilità di cofinanziare la quota di pertinenza per l'accesso
ai fondi PON FESR, con perdita di importanti finanziamenti per lo sviluppo locale, soprattutto
relativi al "Masterplan" e al "Piano per i l sud" (Deliberazione Corte dei conti Sez. Reg.
Controllo Sic. n. 125/2017/GEST); ma vi è di più e di peggio: in realtà la spesa in conto capitale
si attesta ben al di sotto della soglia minima per la manutenzione - e in alcuni
casi, addirittura, per la stessa messa in sicurezza - dell'ingente patrimonio destinato a
bisogni primari della collettività strade ed edifici scolasfici);
18) in tale contesto i l mantenimento dell'equilibrio corrente nell'anno 2015 è stato garantito solo
attraverso l'applicazione dell'avanzo di amministrazione e mediante operazioni di rinegoziazione
dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti per 34,7 milioni di euro, che sulla base dei
dati di preconsuntivo 2016, ha riproposto analoghe operazioni di rinegoziazione del debito
per 255 mila euro circa, base dei dafi di preconsuntivo 2016;
19) per i l corrente esercizio finanziario 2017, tuttavia, tali operazioni non appaiono più riproponibili,
e questa Città Metropolitana di Messina ha dovuto riferire alla Corte dei Conti
(cfr. del. 125/2017 Gest) l'impossibilità, allo stato, di chiudere i l bilancio 2017 in pareggio,
per via dello squilibrio di 25 milioni tra le entrate (57 milioni) e le spese rigide (81 milioni,
di cui appunto 25 milioni per contributo alla finanza pubblica e 3 milioni per sanzioni connesse
a pregresse inevitabili violazioni del patto interno di stabilità), che vede nella formalizzazione
del dissesto finanziario l'unica soluzione possibile; al riguardo la città Metropolitana
ha esposto alla Sezione Regionale di Controllo della Corte quanto segue:
- Personale
- Fitu D»ism € LM
- Intersiii pis!i\'i e quot«cipitil« mutui in umnortKmen€ to 4.M
• 5p«i« correnti cojn«lAte ad entrate \~mcoLat« C 9.M
• Debiti fuori bilancio da finanziare | sentenze notificaCte i 3.M
-FCDE i LM
- Altre ipese dt fiiniionamento € S.M
- Contributo alla finanza pubblica "017 C
20) La situazione di gravissima crisi contabile, economica e finanziaria è attestata altresì:
a) dal mancato rispetto del patto di stabilità interno 2015, stante l'utilizzo, anche
di consistenti quote dell'avanzo ai fini del pareggio finanziario;
b) dalla condizione di deficitarietà strutturale, emergente dai dati di rendiconto 2015,
per mancato rispetto dei parametri ai nn.l, 3, 5 e 7 del Decreto Ministero Interno del
18/2/2013.
RILEVATO
Che per effetto di quanto sopra esposto, e quale conseguenza del vigente assetto normativo la Metropolitana di Messina si è venuta a trovare in una condizione di incapacità finanziaria funzionale ai sensi e per gli effetti dell'articolo 244 del Testo unico degli Enti locali; ..
VISTE
a) le deliberazioni della Corte dei Conti sopra richiamate
b) l'articolo 244 del TUEL che dispone testualmente che: "Si ha stato di dissesto finanziario l'ente non può garantire l'assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero
esistono nei confronti dell'ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare
validamente fronte con le modalità di cui all'articolo 193, nonché con le modalità di cui
all'articolo 194 per le fattispecie ivi previste".
CONSIDERATO
che, per costante giurisprudenza amministrativa e contabile, la dichiarazione di dissesto ha natura
obbligatoria, ove ne venga accertata la ricorrenza dei presupposti
IL COMMISSARIO STRAORDINARIO CON I POTERI DEL CONSIGLIO METROPOLITANO
DELIBERA
In virtù di quanto sopra esposto di:
1) formulare ai competenti organi dirigenziali della Città Metropolitana specifico atto di
indirizzo, finalizzato al compimento di tutte le attività di rispettiva competenza in ordine al
definitivo accertamento dei presupposti di legge, ed alla successiva predisposizione degli necessari alla dichiarazione di dissesto finanziario ai sensi delle vigenti normative;
2) impegnare conseguentemente i l Sindaco Metropolitano a proporre la adozione di apposito
decreto di proposta di dissesto a questo Commissario straordinario nell'esercizio delle
proprie funzioni di Consiglio Metropolitano.
CERTIFICATO DI PUBBLICAZIONE
(Art. 11 L.R. 3-12-1991 n. 44 e ss.mm.ii.)
11 sottoscritto Segretario Generale
CERTIFICA
Che la presente deliberazione pubblicata all'Albo on-line dell'Ente il i
per quindici giorni consecutivi e che contro la stessa sono stati prodotti, all'Ufficio preposto, reclami,
opposizioni o richieste di controllo.
Messina,
I L SEGRETARIO GENERALE
CITTA METROPOLITANA DI MESSINA
La presente deliberazione è divenuta esecutiva ai sensi dell'art. 12 della Legge Regionale 3-12-1991 n. 44 e
successive modifiche.
Messina, 4 AGO. 2017
IL SEGRETARljD GENERALE
E' copia conforme airoriginale da servire per uso amministrativo.
Messina,
IL SEGRETARIO GENERALE
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